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Area C: “Raccolta di firme per una civic action contro il Comune di Milano”

20 gen 2012 | da Unione Italiana

MILANO, 20 gennaio 2012“Durante le scorse elezioni amministrative Unione Italiana si è sempre schierata con forza contro l’Ecopass, che ai tempi era proposto sotto forma di pollution charge e che potevamo ancora in qualche modo comprendere, perché – seppur in maniera secondo noi assolutamente modesta – contribuiva comunque a tenere sotto controllo l’inquinamento milanese. Ora però si è passato il segno: l’Area C a pagamento non solo non porta risultati tangibili, ma va contro alcuni fondamentali diritti sanciti dalla nostra Costituzione. Coerenti con le nostre battaglie passate e su sollecitazione di molti cittadini, commercianti e residenti, abbiamo raccolto una protesta secondo noi più che legittima, e da questa mattina, presso la nostra sede di Via Marina 3 a Milano, inizieremo una raccolta di firme per presentare una regolare diffida al Comune di Milano, nella persona del sindaco pro tempore Giuliano Pisapia, al fine di eliminare il ticket di entrata per l’Area C”.

A parlare è il segretario di Unione Italiana, Gianfranco Librandi, che spiega anche le ragioni della diffida: L’area dei Bastioni a pagamento è inutile. Già in questi giorni è stato chiaro come, nonostante la tanto sbandierata diminuzione del 40 per cento dei veicoli circolanti in centro, l’inquinamento a Milano sia rimasto molto alto. Quindi, se si vuole davvero tutelare la salute dei Milanesi com’è scritto a chiare lettere nella delibera della Giunta che istituisce l’Area C, è lampante come questa non sia la strada da intraprendere, a meno che non si voglia semplicemente rimpolpare le casse del Comune. La nostra Costituzione sancisce che tutti i cittadini debbano essere uguali, debbano avere libertà di circolazione in qualsiasi parte del territorio, debbano poter esercitare il proprio diritto al lavoro e allo studio. Tutti diritti che il Comune di Milano, con questa decisione, limita in modo inequivocabile“.

“E’ triste vedere che in un momento di grave crisi, come quello che stiamo attraversando, l’amministrazione comunale di Milano, invece di stimolare e favorire le attività economiche, le penalizzi pesantemente, conclude Librandi.

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