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Crisi di governo: “Prendiamo atto delle dimissioni di Berlusconi”

9 nov 2011 | da Unione Italiana

MILANO, 9 novembre 2011 “Dopo l’interminabile giornata di ieri, prendiamo atto del passo indietro fatto dal Presidente Berlusconi. E’ ora necessario che si apra subito una nuova fase politica che punti alla ripresa immediata del nostro Paese”.

A parlare è Gianfranco Librandi, segretario nazionale di Unione Italiana, che commenta così la dichiarazione fatta ieri sera dal premier davanti a Napolitano: Berlusconi si dimetterà subito dopo l’attuazione delle misure straordinarie richieste all’Italia dall’Unione Europea. “La decisione del Presidente del Consiglio era un atto dovuto che avevamo invocato più volte, visto che era chiaro da tempo come la maggioranza fosse in fase di dissoluzione – dice Librandi -. Ieri Berlusconi ne ha solo avuta la prova definitiva. Ora però è assolutamente fondamentale che siano messi da parte ulteriori indugi, e si provveda ad aprire un nuovo capitolo per la crescita dell’Italia”.

“C’è molto da fare - conclude il segretario di Unione Italiana - e quello di ieri è solo il primo passo verso un cambiamento concreto e positivo. Si è conclusa un’era molto importante della storia politica italiana, ma dobbiamo guardare avanti e fare di tutto per lavorare con coesione e unità per il bene dell’Italia. Unione Italiana è pronta a fare la sua parte e contribuire al rilancio del Paese“.

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di Pierluigi Gilli, il 9 nov 2011

Mi annovero tra i “vecchi”, che all’amministrazione (più che alla politica) hanno già dato, né aspirano a dare ancora e, quindi, possono guardare con un certo distacco alle vicende politiche nazionali.
Credo proprio che sia giunta l’ora di un cambio sia generazionale, sia di approccio alla politica.
Non possiamo consegnare il governo e la guida della Nazione alle banche ed ai potentati finanziari, che pensano agli affari loro e non all’interesse del Paese e si fanno forti, nell’ombra, del paradossale sostegno della sinistra (a tutto pronta pur di tornare al potere, ancorché eterodiretto).
Il Presidente del Consiglio, nel bene e nel male, ha segnato quasi quattro lustri della nostra storia recente; è abbastanza, è bene che lasci spazio ad altri che sappiano interpretare i bisogni degli Italiani anche partendo dalle sue idee, ma in un clima non più di contrapposizione fatale e di personalismi, che tanto hanno nuociuto all’immagine dell’Italia all’estero.
Con Berlusconi – cui va, a mio avviso, riconosciuto di avere fatto non poco, seppur mal circondato e consigliato – non muore un’idea moderata, centrale e “liberale” della politica; muore un neocesarismo, forse più apparente che vero, che si è rivelato incompatibile con la realtà italiana.
Purtroppo, in cso di imminenti elezioni, resterà in vigore una legge elettorale mortificante per la possibilità di scelta dei cittadini; una palla al piede formidabile, che lascia in mano a pochi maggiorenti il diritto di “scegliersi” i futuri deputati e senatori (ancora troppo numerosi), con un enorme potere di necessitata fidelizzazione.
Perché mai, c’è da chiedersi, un bel gruppo di parlamentari dell’ormai ex maggioranza, sono passati dall’altra parte? Perché, evidentemente, hanno ricevuto in cambio assicurazioni di un buon posto nelle liste elettorali e la quasi certezza di rielezione… Altro che motivi ideali…
Da parte mia, come di tutti gli amici di Unione Italiana a partire da GIanfranco Librandi, la separazione da “questo” centrodestra è avvenuta in tempi non sospetti e con precise motivazioni critiche, senza negoziare comodi paracadute.
Per questo, occorrerà essere molto attenti a quando – se ci saranno le elezioni – saranno rese note le liste dei candidati… Ne vedremo delle belle, temo…
E la voglia di cambiamento sarà frustrata e compromessa ab origine…
A destra, al centro e a sinistra.
Non è una bella prospettiva.
Siamo in mano all’usato sicuro?