Registrati

per aggiungere, commentare, votare i contenuti e segnalare problemi e opportunità

per vivere meglio la tua città *attraverso l'applicazione SALVAGUARDIAMO MILANO.*


accetto i termini e le condizioni sulla privacy

Login

per aggiungere, commentare, votare i contenuti e segnalare problemi e opportunità

per vivere meglio la tua città *attraverso l'applicazione SALVAGUARDIAMO MILANO.*



Lettera aperta al professor Monti

5 dic 2011 | da Unione Italiana

Illustrissimo Professor Monti,

ricordo con grande piacere l’incontro (casuale) avuto con Lei durante un pranzo al Forum Ambrosetti dello scorso anno. Su quel tavolo per caso si erano accomodati il prof. Tremonti, il prof. Padoa Schioppa, Luigi Abete, l’allora Ministro Brunetta, la dottoressa Merloni, la sua consorte e Lei, illustrissimo Professore. Ebbi modo quel giorno di illustrarLe il mio progetto politico ed economico per l’Italia e Lei, con grande simpatia e cogliendomi assolutamente di sorpresa, mi chiese di condividerlo con tutti i presenti.

Nel mio totale imbarazzo parlai allora di unità d’Italia, di rigore, di concretezza, di merito, ottenendo da Lei apprezzamento e condivisione. Chi avrebbe allora immaginato che in così poco tempo l’Italia e l’Europa sarebbero state sottoposte ad una prova così difficile, dal punto di vista economico e sociale! Certo con Lei ed il suo staff ci sentiamo nelle mani dei migliori specialisti, tanto vero che i mercati rispondono in maniera più che positiva alle decisioni che state adottando.

Ho letto il decreto salva Italia con grande attenzione, senza ritrovare però le Sue tre parole d’ordine – rigore, crescita ed equità -, quelle stesse parole che mi avevano tanto entusiasmato. Non ho studiato alla Bocconi, non partecipo alle riunioni della Trilaterale o  del gruppo Bildenberg, ma le chiedo con stima e simpatia di valutare e considerare anche il mio punto  di vista.

Questa crisi – che sappiamo generata dall’economia finanziaria e non dall’economia reale, e che purtroppo non è stata prevista, evitata e controllata dai grandi esperti di Finanza – sta danneggiando gravemente la ricchezza del nostro Paese e diminuendo in modo doloroso il reddito e il potere d’acquisto dei suoi cittadini. Gli USA, che hanno generato questa crisi, hanno adottato misure che hanno sì effetti positivi per il loro paese, ma che stanno impoverendo ulteriormente le nostre  strutture finanziarie ed il nostro livello di benessere.

Per me equità non vuole dire tasse, ma provvedimenti innovativi originali che riattivino il mercato, riaccendano l’economia e stimolino e facciano crescere serenità e benessere. Rigore – per me Gianfranco, per me Giovanni, per me Liliana,  per gli operai, gli artigiani e gli imprenditori della classe media - vuole dire sacrificarsi tutti insieme per un progetto comune, per il nostro Paese, e tutti non riusciamo a capire perché Lei, come Presidente del Consiglio, non ha detto una parola sulle scandalose buonuscite di manager che hanno gestito fuori dalla legge le aziende di Stato.

Per noi la crescita è la strategia più importante e per crescere non si può pensare di continuare a tassare in maniera esasperata. Ormai siamo al limite della sopportazione. La crescita deve essere voluta, concentrando ogni sforzo sulla riduzione della disoccupazione giovanile e sulla crescita del PIL. Certo, possiamo diminuire l’Irap, agevolare il credito tramite astrusi giri bancari, ma le tante, troppe  tasse cancellano e sopprimono qualsiasi percorso virtuoso finalizzato a riaccendere un’economia stagnante.

La crescita, in Italia, è nelle mani delle piccole e medie industrie, quelle che non chiedono niente e che finora nonostante la recessione hanno sostenuto il Paese. Lasciamole operare, tagliamo loro le catene, togliamo il visto di conformità, concediamo compensazioni fra debiti e crediti verso lo Stato. Blocchiamo e dilazioniamo nel tempo i loro debiti verso gli Enti statali, senza interessi da estorsione. Ci penseranno loro, le piccole e medie imprese, i commercianti, gli artigiani, a concretizzare al meglio la forza, la tenacia e la fantasia italiana, a trovare i mercati più idonei, quelli emergenti, senza far rinascere vecchi ed inutili carrozzoni.

Certo, resta il problema del debito pubblico, ma anche questo può essere dilazionato e gradualmente ripagato, magari attraverso la cessione di beni di cui lo Stato dispone e di cui può privarsi. La manovra salva Italia, conti alla mano, costerà ad ogni famiglia uno stipendio o forse di più, fra Ici, mancata rivalutazione delle pensioni, nuove accise sulla benzina, aumento dell’addizionale regionale, imposte di bollo e quant’altro. Come potrà l’economia riprendersi con questa stretta finanziaria? Certo, si potrebbero stampare euro, ma sembra che non sia ancora il momento; nel centro Europa l’indecisione fa più male dell’inflazione e della recessione.

Illustrissimo professor Monti, noi della classe media siamo con Lei, ma ci permetta di esprimerci al meglio; ci tolga le catene e conquisteremo altri mercati, inventeremo nuovi prodotti, faremo crescere le nostre aziende, proteggeremo le nostre famiglie, daremo un futuro ai nostri figli.

Gianfranco Librandi
Segretario nazionale di Unione Italiana

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

di Pierluigi Gilli, il 5 dic 2011

Caro Gianfranco,
l’unico aspetto della manovra che forse è positivo è il capitolo relativo alle pensioni; nessun altro vi avrebbe potuto mettere mano, nonostante l’insostenibilità del sistema.
Per il resto, sono pienamente d’accordo con te; questa nuova pressione fiscale deprimerà ulteriormente i consumi e, soprattutto, la psicologia dei cittadini, sempre più preoccupati ed angosciati.
Anche nell’imminenza delle festività di fine anno, per le quali – credo – tutti staranno molto attenti alle spese, in vista dei gravi impegni tributari dell’anno prossimo.
Chissà se così IN ALTO i così GRANDI ESPERTI sapranno avere un po’ della concretezza dei tuoi suggerimenti!

di stefano meraviglia, il 6 dic 2011

Io non devo fare sacrifici per nessuno visto che nessuno ( oltre ai miei parenti )li ha mai fatti per me.

di Rossana Pace, il 9 dic 2011

Per combattere l’evasione fiscale la via maestra è un accordo con la Svizzera – che è stato già fatto da altri paesi – per tassare i conti correnti degli evasori italiani lì rifugiati e che nel totale raggiungono cifre miliardarie. Poichè di questo non si è parl
ato è chiaro che l’obbligo di non pagare in contanti non è affatto una manovra antievasione ma serve solo a favorire le banche.

di pedretti giovanni, il 17 gen 2012

salve ho visto e saputo solo sabato vedendola sul programma iceberg chi e’ lei e le dico che mi ha stupito veder parlare in un programma televisivo finalmente una persona che la pensa come noi milioni di piccoli imprenditori ma che nessuno ci ascolta ma adesso a 50 anni siamo stanchi e tanti come me diranno basta, sacrifici ne abbiamo sempre fatti quindi che questo baraccone spremi soldi vada a fondo. appoggio il suo partito. saluti dalla vallecamonica renato