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MILANO, 8 dicembre 2011 – “Trovo sinceramente inaccettabile che nel Decreto Salva-Italia sia stata fatta marcia indietro rispetto all’abolizione delle Province. Monti e il suo Governo ci avevano promesso atti concreti che dimostrassero che i sacrifici non riguardavano solo i cittadini, ma anche la politica: ora devo ammettere con amarezza che ci hanno raccontato un sacco di bugie e che sono vanificate tutte le speranze di vedere finalmente un modo di governare diverso dal passato. I costi della politica rimangono, la casta mantiene i suoi assurdi privilegi ed i cittadini pagano. E’ una vergogna”.
Gianfranco Librandi, segretario nazionale di Unione Italiana, commenta così duramente lo stop all’abolizione degli Enti provinciali, decurtato nella seconda versione del Decreto a causa – sembrerebbe – dell’intervento del Quirinale “Il taglio delle Province, che Unione Italiana ha sempre auspicato, sarebbe stato un primo segnale di redenzione della politica – dice Librandi -, per dire basta ai privilegi della casta: a questo punto ci aspettiamo un segnale forte nella direzione della riduzione dei costi della politica, perché è inaccettabile che, in tempi di sacrifici, a pagare siano sempre e solo gli Italiani”.
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