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Scontri alla Camera: “Basta tifare per il fallimento dell’Italia”

17 dic 2011 | da Unione Italiana

MILANO, 17 dicembre 2011“Sono rimasto sinceramente disgustato dal comportamento tenuto alla Camera dai deputati leghisti, per non parlare delle sceneggiate che si sono svolte il giorno precedente al Senato: è chiaro che alla Lega non importa nulla della ripresa dell’Italia, anzi così facendo dimostra di fare il tifo per il fallimento del nostro Paese; cosa che d’altra parte non dovrebbe sorprendermi, visti i loro ripetuti appelli alla secessione. Mi domando come mai restino ancora alla Camera e al Senato, invece di riunirsi nel Parlamento della Padania. Ma se hanno deciso di rimanere seduti sulle comode e ben retribuite poltrone di Roma Ladrona, che facciano almeno un’opposizione intelligente e la smettano di comportarsi come immaturi e incivili: portino rispetto per le Istituzioni che ormai hanno dileggiato in tutti i modi possibili ed immaginabili, a partire da quando erano al Governo e remavano contro l’Unità e la coesione del nostro Paese”.

Gianfranco Librandi, segretario nazionale di Unione Italiana, si oppone fermamente alle manifestazioni contro il Decreto Salva Italia compiute dal partito del Carroccio nei giorni scorsi:Una dimostrazione di totale irresponsabilità – dice Librandi -, tanto più che come ha detto giustamente Monti avrebbero potuto pensarci loro, alle riforme, quando erano al governo. Sembra che anche Silvio Berlusconi si sia alleato a chi vuole solo affondare definitivamente l’Italia, rilasciando dichiarazioni sugli sforzi compiuti dal Governo tecnico che mi hanno sinceramente sconcertato”.

Questo decreto ci piace poco, ci sono pochi stimoli alla crescita e troppe tasse, che come al solito penalizzano gli onesti, i pensionati, i lavoratori e gli imprenditori che hanno sempre fatto il loro dovere, ma almeno è un inizio, un segnale di voglia di ripresa – conclude Librandi -. Sono certo che si possa fare di meglio e di più, ma da qui al comportarsi da incivili e offendere le Istituzioni di fronte all’opinione pubblica internazionale, dato che tutti gli occhi sono puntati su di noi, ce ne corre”.

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