Unione Italiana: tra Mirabello e Cernobbio
Il Forum Ambrosetti di Cernobbio e il meeting di Futuro e Libertà di Mirabello hanno monopolizzato l'attenzione dei media della scorsa settimana.
Sul lago di Como l'economia nazionale e internazionale erano i temi del giorno, a Ferrara invece la storia recente (e futura) della politica italiana stava per vivere una pagina importante. Unione Italiana è stata presente ai due appuntamenti; il nostro Segretario Nazionale, Gianfranco Librandi, è stato invitato a partecipare sia a Cernobbio che a Mirabello. L'intervista che segue è il report diretto dei due avvenimenti, degli incontri e delle prospettive politiche ed economiche che da qui a breve interesseranno il nostro Paese. A Cernobbio il Segretario di Unione italiana ha avuto incontri di massimo livello con: José Aznar, Joaquín Navarro Valls, Renato Brunetta, Tommaso Padoa Schioppa, Giulio Tremonti, Mario Monti e Jimmy Wales (fondatore di Wikipedia).
Dottor Librandi, Lei e con Lei il giovane partito che rappresenta, Unione Italiana, avete ricevuto un importante riconoscimento con l'invito a partecipare al convegno di Mirabello. Cosa pensa del "divorzio", ufficialmente avvenuto proprio a Mirabello, tra Fini e Berlusconi, e soprattutto cosa ne pensa di tutte le polemiche e gli scandali veri o presunti che l'hanno preceduto?
"Si è arrivati, purtroppo, al capolinea dei rapporti politici tra Berlusconi e Fini. Questo, però, non deve pregiudicare il patto di legislatura come più volte ha sottolineato Fini. Come segretario nazionale di Unione Italiana - un partito nato, è vero, da poco più di un anno, ma che sta raccogliendo in tutta Italia ampio consenso - sono convinto che ogni politico, proprio perché uomo pubblico, debba comportarsi sempre con grande onestà e trasparenza, anche nei momenti più difficili. D'altro canto però questa estate abbiamo assistito anche al brutto spettacolo offerto da certi censori, che hanno travalicato in alcuni momenti i limiti della correttezza, del buon gusto e del rispetto della persona umana. Ormai tanti, troppi, esponenti del Governo e delle Istituzioni, invece di studiare e proporre manovre incisive per ridare slancio e respiro alle sorti della nostra economia, sono impegnati in dibattiti assurdi, autoreferenziali e talvolta veramente deliranti: certo sempre incomprensibili per la gente che lavora".
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