All’ombra della Madonnina, Librandi incontra Rivera.
Chi tra gli italiani non ricorda il goal di Rivera contro la Germania Occidentale ai mondiali del Messico del 1970? Probabilmente solo chi non era allora ancora nato.Proprio con il famoso «Golden Boy» del calcio - bandiera del Milan e pilastro della Nazionale negli anni Settanta e poi politico prima nell’Ulivo e poi recentemente nell’Udc - si è oggi incontrato all’ombra della Madonnina il Segretario Nazionale di «Unione Italiana» Gianfranco Librandi. Rivera, lo si ricorda, è Presidente «dell’Unione Movimenti Popolari», un’associazione politica nazionale autonomista e federalista, presente in molte regioni.
I due non hanno parlato di calcio (!) ma di questioni politiche. Fin dal 1987 Rivera ha un «palmares» di presenza politica istituzionale di alto livello ed è stato anche Sottosegretario di Stato alla Difesa per 5 anni.
Durante il colloquio è emersa un’ampia e profonda intesa tra i due movimenti.
Librandi ha voluto sondare, la complessa realtà cittadina di Milano in vista delle prossime elezioni amministrative del 2011, consultandosi anche con uno come Rivera che ha conosciuto, dall’interno, la complessa rete di rapporti «meneghini» di questa grande città mediati dalla sua appartenenza al mondo sportivo.
«Le istanze dei milanesi sono molte e sembrano non essere state ascoltate dall’attuale governo della città forse troppo impegnato nell’organizzazione di Expo 2015, sul quale recentemente hanno iniziato a piovere polemiche e perplessità»: questo il comune parere.
Milano è una realtà metropolitana molto complessa. Un serio, reale ed efficace progetto di governo «dovrà passare necessariamente dall’incontro con la cittadinanza, con le associazioni e con quei riferimenti politici e sociali che conoscono la realtà locale in modo da poter studiare un programma elettorale davvero a misura di cittadino».
Ma prima va evidenziato il «progetto per Milano», da cui poi ricavarne un «programma».
Uno dei riferimenti per ricreare entusiasmo e collante fra la gente - che oramai è totalmente disinnamorata della politica (e dei suoi politici) - è portare un respiro nuovo, con l’entusiamsmo delle azioni collettive, delle azioni fatte con il rispetto delle regole e il rispetto dei contendenti.«E lo sport è stato (e può continuare ad essere) una vera palestra educativa anche per la politica, più seria, più impegnata, fatta di risultati per la gente». Questa è l’opinione di Rivera che vorrebbe tornare alla Milano "cunt el cor in man".
L’incontro di oggi è servito per gettare le basi per un confronto sulle idee e per trovare quel dialogo e quelle forze necessarie al rilancio della città.
Più concretamente occorrerà coinvolgere a tal punto la Città e coloro che la abitanto per «tifare Milano». In tale modo si espliciterà una azione corale che potrà dare un vero segnale di cambiamento, rilanciando il ruolo della città a tutti gli effetti europea.
Anzi, mondiale.













