Marchionne: “Senza incentivi da parte del Governo alcuni stabilimenti a rischio”
Berlusconi: “Sugli incentivi all’auto il Governo non si tirerà indietro”
Oggi abbiamo scelto l'opinione di un nostro lettore di cui di seguito pubblichiamo la mail.
Ci risiamo.
Anche quest’anno, puntuale come un orologio svizzero, arriva la richiesta dell’Amministratore Delegato di Fiat, Sergio Marchionne, per ottenere incentivi statali per sostenere la vendita di auto. La tattica è, ovviamente, sempre la stessa, ormai collaudata da anni: “senza nuovi incentivi del Governo alcuni stabilimenti Fiat rischiamo di chiudere” .
Ed il Governo, come già preannunciato con parole rassicuranti da Silvio Berlusconi, non si tirerà indietro.
Troppo banale e demagogico ricordare che da troppi anni la Fiat privatizza gli utili e collettivizza le perdite?
Troppo banale e demagogico sottolineare la differenza di trattamento con tanti piccoli e medi imprenditori, che senza alcun incentivo lottano quotidianamente con le unghie e con i denti per mantenere i fatturati e quindi l’occupazione, affrontando quotidianamente un sistema creditizio avido, un fisco esoso, una burocrazia asfissiante, un sindacato miope?
Il tema è certamente complesso, e va indagato non solo a livello italiano ma in un’ottica più ampia.
Fino a quando Francia, Germania ed Inghilterra continueranno ad assegnare incentivi statali al settore dell’auto, il nostro Paese non potrà che allinearsi; in caso contrario diventerebbe pressoché impossibile mantenere quote di mercato e di conseguenza produzione ed occupazione.
Ma questo sistema non fa altro che continuare a drogare il mercato dell’auto, perpetrando un sistema anomalo che ha consolidato nel tempo un “effetto yo-yo”, che vede vendite "su" con incentivi e vendite "giù" senza.
Non è ora che l’Europa apra gli occhi su questo fenomeno?
Non è ora di pensare di uscire gradualmente da questo sistema perverso, sostituendo la politica degli incentivi, che snatura il mercato, con azioni strutturali mirate, magari come la riduzione dell’IVA?
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