Unione Italiana

Qual è la vera professionalità del politico?

E-mail Stampa PDF

Le recenti vicende delle liste elettorali, con annesso il Decreto interpretativo verso cui ha optato alla fine, stretto nella morsa, il presidente Napolitano, hanno offerto uno spettacolo indecoroso di scarsa professionalità della politica italiana che non deve essere tuttavia esagerato.

Anche la classe politica più efficiente può incontrare difficoltà. La cosa importante è accorgersene, chiedere scusa e continuare ad andare avanti migliorando.

Ciò ovviamente non risolve per nulla la questione relativa al valore stesso della politica italiana, la quale non sarebbe stata certamente immune da critiche anche se la vicenda delle liste elettorali non fosse accaduta per nulla.

Ogni professione richiede una competenza specifica. E questa si ricava dall’attitudine e dalle preparazioni necessarie per poter essere all’altezza della mansione che si deve svolgere per fare bene uno specifico lavoro. Non è importante stabilire quale lavoro abbia maggior peso.

Ogni attività professionale richiede ad una persona di saper operare bene in quella specifica mansione. E qualcuno può operare bene solo se comprende il significato vero del suo lavoro. Basta pensare a professioni come il medico o il professore per capire che se non è compreso il senso comunitario della cura personale o della formazione culturale difficilmente potranno mai essere svolti a dovere quei tipi di lavori.

D’altro canto, anche la politica è una professione. Bisogna avere doti particolarissime che non sono equiparabili a quelle di nessun altro. Tuttavia la peculiarità della professione politica è quella di non avere nessuna vera professionalità.

Perciò si può divenire dei politici solo se un lavoro lo si sa già fare. E si può essere dei politici in gamba solo se si concepisce chiaramente il diverso ruolo professionale e le diverse competenze di lavoro che entrano in gioco quando si opera politicamente.

I pensatori classici amavano chiamare questa funzione distinta il “bene comune”, concepito come il fine ultimo della politica.

Isidoro di Siviglia spiegava che esso consiste nel gestire i beni degli altri senza alcun interesse proprio. Non che non si debbano continuare ad avere interessi personali, ma essi non costituiscono, e non devono costituire mai, per un politico la vera finalità che muove ad agire nella gestione degli affari pubblici.

L’etica, perciò, è la base unica dell’attività politica, perché il politico è il professionista delle virtù. Non a caso, di tutte le doti umane quella più importante è la prudenza.

E la prudenza, che significa “agire ponderatamente seguendo la ragione”, è il valore politico per eccellenza. Naturalmente dopo quello di non perseguire mai l’interesse privato, ma solo il bene comune. Ossia, avere la missione assurda di servire e non rubare.




Benedetto Ippolito
Trackback(0)
Commenti (0)add comment

Scrivi commento

busy
 

Articoli correlati

L'opinione di oggi


La famiglia vero ammortizzatore sociale. Ma il governo la ignora. Parola d'ordine: "stringere la cinghia". La manovra arriva tra lodi e proteste. C'è chi definisce questo un "cortocircuito politico" per il governo a causa della mancanza di un intervento strutturale in primis contro l'evasione fiscale che, invece, sembrava sarebbe stato uno dei cardini della Finanziaria: semplicemente "evaporata"? Leggi tutto >>>


Ecologia industriale, ossia come utilizzare bene l’ambiente facendo impresa. Se c’è un settore della nostra economia che veramente si presta a strumentalizzazioni e ad equivoci questo è l’ecologia. Perciò, in modo quasi provocatorio, mi piace utilizzare l’espressione “settore economico” parlando appunto della politica ambientale. Leggi tutto >>>


L'Italia ce la può fare: unità del Paese per superare la crisi. Luca Collodi a Radio Vaticana intervista Gianfranco Librandi e affronta il tema del futuro politico, sociale ed economico dell'Italia (trasmissione "Il Funambolo, una questione di equilibrio" dell' 11 maggio 2010). [Clicca qui per ascoltare l'intervista in Mp3.]


Lo sviluppo della società e la centralità del lavoro.
Che la questione del lavoro sia il passaggio obbligato nel dibattito politico dei prossimi mesi non è semplicemente un artificio retorico che deriva dall’ormai trascorsa ricorrenza del 1° maggio. Leggi tutto >>>



Tra i due litiganti nessuno gode.
Ormai il rapporto politico tra Berlusconi e Fini è alla separazione in casa. Non è facile dire oggi se da questa situazione verrà fuori un divorzio vero e proprio. Prima, certamente, dovrà esserci una resa dei conti. E non sarà facile per nessuno dei due. Leggi tutto >>>


L’eterno ritorno delle riforme istituzionali. E’ piuttosto chiaro che dopo la semi vittoria delle amministrative l’obiettivo di Berlusconi sia procedere nei prossimi tre anni alle riforme istituzionali. Non si può certo dire che la questione sia nuova, e neanche credere che verranno realizzate veramente delle riforme per il solo fatto di essere tanto agognate ed enunciate. Leggi tutto >>>

Archivio opinioni

Tu sei qui:

Vuoi partecipare a questa nuova avventura politica?
Scrivi le tue proposte e le tue idee;

indica anche la tua età,
il titolo di studio,
la provenienza e
la tua esperienza politica.

e-mail: scrivici@unioneitaliana.org