Unione Italiana

La famiglia vero ammortizzatore sociale. Ma il governo la ignora.

E-mail Stampa PDF

Parola d'ordine: "stringere la cinghia". La manovra arriva tra lodi e proteste. C'è chi definisce questo un "cortocircuito politico" per il governo a causa della mancanza di un intervento strutturale in primis contro l'evasione fiscale che, invece, sembrava sarebbe stato uno dei cardini della Finanziaria: semplicemente "evaporata"?

Mentre i magistrati si ribellano "gridando all'attentato alla loro autonomia", i parlamentari puntano i piedi per evitare la riduzione di circa mille euro ai loro compensi che ritengono "spese essenziali per il funzionamento della democrazia". Fai e Wwf si schierano contro la sanatoria edilizia che definiscono "un condono mascherato". 

Dopo anni di rassicurazioni ottimistiche, agli italiani è richiesto ora di farsi carico di una situazione difficile e pesante. Proprio ora sarebbe l'occasione per mostrare "massima trasparenza".

Non sono, invece, in questa direzione l'aver, forse, accantonato il controllo della ragioneria dello Stato sui conti di Palazzo Chigi e della Protezione civile; la riduzione del 20 o del 10 per cento sui rimborsi ai partiti, mentre prima si parlava di dimezzarli; la scomparsa di misure sulle stock-options dei banchieri.

I segnali sembrano indicare che a fare i sacrifici e le rinunce saranno sempre i soliti.

Le uscite secondo il premier Berlusconi sono "fuori controllo". Chi sono gli agnelli sacrificali di queste misure da "lacrime e sangue" è molto chiaro: regioni e dipendenti pubblici. Per Roberto Formigoni "la manovra non è sostenibile, il ridimensionamento sarebbe del 30%"; per i cittadini sono a rischio l'11% dei servizi.

La paternità della manovra é di Tremonti, Feltri non ha dubbi. Così come non ha dubbi a sostenere che è necessario "ridimensionare lo stato sociale, altrimenti detto welfare, adesso impotente e di tipo comunistoide".

Ma in questo stato sociale che vogliamo azzerare, limitare, minimizzare non ci si accorge dell'importanza che ha sempre svolto e continua a svolgere, tra mille difficoltà, la famiglia?

Dove sono le tracce di un intervento strutturale?

Ci sono interventi che per alcuni sembrano non essere mai opportuni; interventi che, invece, sono necessari e che proprio in momenti di crisi [come quello che stiamo attraversando] potrebbero essere posti in essere andando oltre gli interessi particolari che sarebbero, in tempi normali, altrimenti intoccabili.

Per il Sole24ore è la famiglia "l'argine della crisi". La famiglia ha assorbito e contrastato il colpo della perdita e del mancato ingresso nel mondo del lavoro dei figli.

Sono stati i figli le vittime privilegiate della crisi. Secondo dati Istat, infatti, solo nel 2009 è diminuita di 332 mila unità l'occupazione tra i giovani di 15-34 anni. La convivenza prolungata in casa si è prolungata ed è divenuta sempre più forzosa. Il 40 per cento degli intervistati, che tempo fa furono definiti i "bamboccioni", invece, dichiara di essere costretto a restare con i genitori a causa di difficoltà economiche.

In Italia milioni di donne e uomini saranno costretti a "rimanere figli per sempre" (!).

Al sud il dramma è ancora più diffuso e profondo. Due milioni di ragazze e ragazzi "non lavorano e non studiano", per Irene Tinagli su La Stampa "sono loro la prima vittima non tanto dell'attuale manovra ma in generale della crisi".

Oggi in Italia le difficoltà economiche per avere dei figli sono enormi. Un taglio alla spesa sociale, una contrazione nello stato sociale, ignorare la famiglia significa rendere questo problema ancora più radicato nel tessuto sociale del paese.

Per guardare davvero il futuro, se vogliamo davvero farlo, possiamo chiedere sacrifici al Paese solo per loro, per i figli.

Andrea Margutti

Trackback(0)
Commenti (3)add comment

machiavelli said:

0
...
se tutti palassero chiaramente come voi, sarebbe veramente un'Altra Italia!
Bravi.
Non mollate!
 
maggio 27, 2010
Votes: +2

bamboccione said:

0
oneri e onori
a noi cittadini spettano solo oneri. paghiamo tutto, anche quando siamo in coda al semaforo, auto accesa, consumiamo benzina e paghiamo le tasse. ora vengono a chiederci sacrifici! sacrifici per cosa? non è chiaro cosa vogliano fare, viviamo già al limite, non possiamo sposarci, non possiamo andare a vivere da soli. si studia, si prendono anche ottimi voti, ci si laurea e poi si entra nel vortice di stage, contratti a programma. sei costretto a vivere con i tuoi, prendere il treno tutte le mattine per andare in ufficio. affitti alle stelle, tutto è alle stelle. chi se la può permettere una famiglia? quella che ho, inoltre, è preziosa perchè mi permette di vivere. ma lo stato fa pochissimo per i cittadini. ora ridurranno anche i servizi. ma che qualità della vita ci vogliono dare? mi è rimasto l'onore di pagare le tasse se mi va bene, se rimango senza lavoro chissà...solo oneri!
 
maggio 27, 2010
Votes: +2

hope said:

0
...
la famiglia è senza dubbio un baluardo che difende i più deboli da questo momento di crisi.

difende, o dovrebbe difendere, gli anziani, i figli, i fratelli e le sorelle in difficoltà e anche gli amici.

è una questione di cultura non solo di possibilità. questa cultura è la cultura e il sentimento su cui poi si fondano le comunità più allargate, dai cittadini del paese ai cittadini della nazione, al popolo italiano.

quelli che vogliono dividere, che vogliono separare, sono a mio avviso persone che non hanno voglia di rimboccarsi le maniche, egoiste, non hanno lo slancio verso il prossimo che sia fratello, figlio o cittadino.

il pericolo di questa cultura è che può davvero cambiare il nostro essere e il nostro agire in modo profondo. che fine ha fatto la solidarietà? è bollata solo come assistenzialismo da quei fannulloni della lega! e il governo si dimentica di tutto, della famiglia e quindi di tutti noi! ma che politica è mai questa?
 
maggio 28, 2010
Votes: +1

Scrivi commento

busy
 

Articoli correlati

L'opinione di oggi


La famiglia vero ammortizzatore sociale. Ma il governo la ignora. Parola d'ordine: "stringere la cinghia". La manovra arriva tra lodi e proteste. C'è chi definisce questo un "cortocircuito politico" per il governo a causa della mancanza di un intervento strutturale in primis contro l'evasione fiscale che, invece, sembrava sarebbe stato uno dei cardini della Finanziaria: semplicemente "evaporata"? Leggi tutto >>>


Ecologia industriale, ossia come utilizzare bene l’ambiente facendo impresa. Se c’è un settore della nostra economia che veramente si presta a strumentalizzazioni e ad equivoci questo è l’ecologia. Perciò, in modo quasi provocatorio, mi piace utilizzare l’espressione “settore economico” parlando appunto della politica ambientale. Leggi tutto >>>


L'Italia ce la può fare: unità del Paese per superare la crisi. Luca Collodi a Radio Vaticana intervista Gianfranco Librandi e affronta il tema del futuro politico, sociale ed economico dell'Italia (trasmissione "Il Funambolo, una questione di equilibrio" dell' 11 maggio 2010). [Clicca qui per ascoltare l'intervista in Mp3.]


Lo sviluppo della società e la centralità del lavoro.
Che la questione del lavoro sia il passaggio obbligato nel dibattito politico dei prossimi mesi non è semplicemente un artificio retorico che deriva dall’ormai trascorsa ricorrenza del 1° maggio. Leggi tutto >>>



Tra i due litiganti nessuno gode.
Ormai il rapporto politico tra Berlusconi e Fini è alla separazione in casa. Non è facile dire oggi se da questa situazione verrà fuori un divorzio vero e proprio. Prima, certamente, dovrà esserci una resa dei conti. E non sarà facile per nessuno dei due. Leggi tutto >>>


L’eterno ritorno delle riforme istituzionali. E’ piuttosto chiaro che dopo la semi vittoria delle amministrative l’obiettivo di Berlusconi sia procedere nei prossimi tre anni alle riforme istituzionali. Non si può certo dire che la questione sia nuova, e neanche credere che verranno realizzate veramente delle riforme per il solo fatto di essere tanto agognate ed enunciate. Leggi tutto >>>

Archivio opinioni

Tu sei qui:

Vuoi partecipare a questa nuova avventura politica?
Scrivi le tue proposte e le tue idee;

indica anche la tua età,
il titolo di studio,
la provenienza e
la tua esperienza politica.

e-mail: scrivici@unioneitaliana.org