Unione Italiana

Siamo veramente molto indignati

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«La Lega è un partito eversivo, illegale e incostituzionale. Terribilmente pericoloso». Condividiamo totalmente chi ha dichiarato così. Noi non ci rivolgiamo contro al popolo leghista (che è un popolo generalmente per bene, come il popolo di altri partiti italiani) ma contro la classe dirigente della Lega che è contraria a quello che giornalmente «arraffa».

Spieghiamoci: sputa sul piatto in cui mangia, da quasi dieci anni!

La Lega è contro Roma Ladrona. La Lega è contro l’Italia. La Lega è contro l’inno di Mameli. La Lega è contro l’eroe Garibaldi. La Lega è contro le Province.
Peccato però, che nel nostro Paese, ci si indigni solo ora, perchè un raro «buzzurro» padano (europarlamentare della Lega, uno di quelli che incassano migliaia e migliaia di euro) ha «tifato contro» la nostra nazionale di calcio. Male.

Ma era male, anche quando costui e i suoi sparavano sciocchezze a raffica sul debito pubblico, sulla sicurezza, sulla immigrazione. L’ignoranza è il peggior nemico della umanità. Alcuni di loro pare ce l’abbiano inculcata, quindi sono pericolosissimi!

Inoltre ricoprono spudoratamente ogni incarico retribuito a tutti i livelli di governo e di sottogoverno. La Lega, come metodo di potere, prospera nei comuni e distribuisce incarichi e consulenze a piene mani, anche a persosaggi non titolati. Non fateci parlare oltre: basterebbe valutare quanto è capitato – con la connivenza e il silenzio dei propri alleati di Giunta – in Provincia di Varese (la patria dei leghisti) e in molti altri comuni del varesotto.

Che dire poi del presidente del Veneto (quello che impone all’inno nazionale di Mameli, il «Va pensiero») che ha disastrato - quando era ministro per le politiche agricole - gli agricoltori italiani, trattando le «quote latte» in una maniera assurda? Ora per merito della Lega arriva in Italia il latte in polvere che proviene da altri paesi UE e i nostri allevatori, che lavorano come pazzi, sono strozzati dalle multinazionali che li strangolano sui prezzi del latte e pertanto dovranno chiudere.
E che cosa si produce con quel latte importato? Il formaggio! «Ma va là», ex Ministro Zaia. Ma per chi stai giocando?

«L'Italia è il paese in cui Radio Padania che tifa contro gli azzurri fa più notizia di Radio Padania che inveisce contro i meridionali, i trans, i rom, i marocchini, gli immigrati».

Ve ne raccontiamo un’altra, letta su un blog, uno dei tanti, uniche voci che nel nostro paese riescono ancora ad esprimersi senza condizionamenti. «Nel regolamento di Miss Padania c'è lo spassoso articolo 5 che impone alle partecipanti i seguenti requisiti:
 avere la cittadinanza italiana ed essere residenti da almeno dieci anni consecutivi in Padania (Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Veneto, Trentino A.A, Friuli V.G., Emilia-Romagna, Marche, Umbria, Toscana)».

Ma quanto è vasta questa "Padania"? Allarga, allarga finirà per estendersi dalle Alpi alla Sicilia. E' evidente anche in queste "piccole cose" che nemmeno i padani sanno cosa sia la Padania. Un giorno scopriremo che è una "balla" per prendere voti! Come una balla è il federalismo "alla leghista" e la semplificazione e la sicurezza.

Tutti argomenti cavalcati e mai affrontati in modo efficace ed efficiente, furbizie che è giunto il tempo di smascherare.

E ancora (un'altra voce libera della rete): «Dobbiamo smetterla di sopportare in pubblico manifestazioni di disprezzo dell'idea di Italia. 
Non sono un nazionalista, ma meno ancora un leghista! Mi rode il fegato vedere beffeggiato il tricolore per il quale hanno sofferto pene atroci fino alla morte milioni di italiani. 
E' ora di sbugiardare con fermezza affermazioni razziali che oramai non attizzano l'attenzione neppure dal barbiere».

Allora non siamo soli: occorre aiutare a togliere la cappa del perbenismo e del celodurismo intellettuale, per far emergere queste gravissime contraddizioni. La Lega divide. Vuole dividere. E continua a farlo e a proclamarlo.

Noi siamo per unire il Paese, il Nord, il Centro e il Sud. L’unione fa la forza.

La Lega disgrega. «Nel governo ci sono i ministri leghisti che hanno giurato su una carta che non condividono e che anzi, combattono». Ipocrisia e assenza di chiarezza. « Il tentativo che è in atto è quello di una colonizazzione nazionale. Il governo che sopravvive grazie alla Lega non può fare altro che essere compiacente».

Infine preoccupa ancora di più il tentativo del ministro La Russa di calmare le acque. Una legge che chiarisca una volta per tutte quando usare e come usare l'inno nazionale di Mameli.

Perché serve una legge per regolamentare e difendere qualcosa che dovrebbe essere naturalmente esibito in occasioni istituzionali e ufficiali? Un simbolo così importante per la nazione è necessario imporlo o garantirlo con una legge? Corriamo questi rischi? Non possiamo permetterlo: è davvero in gioco l'Italia.

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