Le nostre idee

01
Siamo del Nord, del Centro, del Sud: tutti orgogliosi di essere italiani.
L’Italia è UNA e INDIVISIBILE: è scritto nella nostra Carta Costituzionale, nella nostra Storia e nella nostra Cultura. Il federalismo può e deve essere un mezzo per supportare e rendere snella ed efficace l’azione di governo, ma non vogliamo un Paese a due velocità.

02
Aspiriamo ad una politica realizzata da professionisti, da politici di professione.
Siamo convinti che l’etica, la competenza e la moderazione debbano essere le linee guida del nostro futuro politico e sociale. L’elettore deve poter scegliere tra validi professionisti e non solo votare coloro che hanno ricevuto un’investitura dall’apparato di un partito. Il ruolo del politico è la chiave di volta dell’amministrazione della Cosa Pubblica, a tutti i livelli, e per questo va ricoperto da persone degne e qualificate.

03
Siamo certi che l’Unità Nazionale possa trasmettere l’energia e la determinazione che derivano dalla storia del popolo italiano.
Proprio in questo momento di profonda crisi e di forte competizione internazionale, l’Unità del Paese è la chiave per il futuro. Attribuire il giusto valore alle nostre radici storiche e culturali può determinare importanti ripercussioni sociali ed economiche al Sistema Paese.

04
Siamo convinti che con l’esperienza, i consigli e la forza di tutte le componenti sociali è possibile superare qualsiasi emergenza o difficoltà.
Ad ogni livello di attività di governo gli amministratori debvono sempre curare e perseguire il dialogo con la cittadinanza, con i singoli oppure con le organizzazioni. Le valide soluzioni devono essere ricercate e individuate proprio dialogando con coloro che vivono nella quotidianità la soluzione dei problemi. Non siamo per un governo (di città, di regione, della Nazione) meccanicisticamente decisionista, ma per un governo che sappia equilibratamente ascoltare i cittadini e porre tempestivo e fattivo rimedio a loro eventuali nuove esigenze. Questa, per noi, è la vera efficienza pubblica.

05
I principi di serietà e rispetto delle regole, il principio di merito ci debbono guidare in ogni scelta.
In una democrazia è il cittadino che sceglie i propri rappresentanti. E’ anche vero, però, che i nominativi sottoposti al suffragio elettorale scaturiscono da una scelta precedente, condotta tra una rosa di candidati ad opera degli apparati di partito, secondo proprie scelte di opportunità, sostanzialmente del tutto discrezionali. Spesso si sente dire: “Voto il candidato meno peggio”. E’ nostro fermo intendimento proporre sempre e in ogni caso, con estrema chiarezza e trasparenza, candidati dalla condotta di vita trasparente, capaci e competenti, assolutamente coerenti con i nostri principi e i nostri valori. Queste persone si impegneranno, ancora prima di essere elette, ad assolvere al proprio mandato politico secondo scelte basate sui principi e non su contingenti opportunità personali e/o politiche. Vogliamo che gli Italiani abbiano una classe politica che li inorgoglisca e non già che li faccia vergognare!

06
I nostri obiettivi: unità, pace, benessere e solida concretezza ispirano il nostro lavoro, le nostre  decisioni, le nostre  indicazioni.
Estranei e lontani dalle consuete logiche delle lobby di potere e dalle fitte e spesso opalescenti trame della politica italiana, il nostro operato si ispirerà sempre a questi fini. Una Nazione unita, in cui le decisioni siano sempre assunte con la finalità del miglioramento delle condizioni su tutto il territorio e non solo di una sua parte. La pace, intesa nel senso più ampio del termine. Non siamo soltanto astrattamente contrari alla guerra, ma per la quotidiana vicinanza e fraterna collaborazione tra i popoli, per la tranquilla e rispettosa convivenza e per la diffusa giustizia sociale. Benessere e migliori condizioni di vita per tutti, non sono e non possono essere un facile e demagogico slogan politico ma un dovere e un impegno da portare avanti con tutte le nostre forze. La solida concretezza del lavoro quotidiano, quello di chi governa e quello di chi produce, il percepire e comprendere  l’importanza dell’impegno e della dedizione per conseguire i risultati che ci siamo prefissati, sono la ragione stessa del nostro cammino in comune.

07
Il lavoro e l’impresa devono  essere supportati da una burocrazia efficiente in tutti gli ambiti e a ogni livello.
Si impone una vera semplificazione delle leggi e delle regole. Meno regole e più controllo, per garantire un sistema economico sano e in grado di competere con le economie dei maggiori concorrenti esteri. Non siamo per il protezionismo: i paesi emergenti, Cina e India, già oggi grandi economie, sono importanti mercati per i nostri prodotti. E’ importante aiutare le aziende, supportarne lo sviluppo e la ricerca, favorirne l’accesso alle nuove opportunità che i paesi emergenti rappresentano. All’Italia  non servono solo nuove e più moderne infrastrutture, ma anche servizi, uffici ed entità in grado di fornire un reale aiuto a lavoratori, artigiani, piccole e medie imprese.

08
Maggiore attenzione per gli anziani e per tutti coloro che necessitano di assistenza.
Vogliamo un Paese che non si dimentichi di nessuno. Reputiamo prioritario garantire un servizio socio-assistenziale e sanitario capace di farsi carico e di risolvere tutte le situazioni che attualmente risultano scoperte e gravano principalmente sulle famiglie (in primissimo luogo sulle donne), quando le famiglie ci sono e possono farsene carico.

09
Istruzione e cultura sono ingranaggi essenziali nel motore di un paese che vuole avanzare. Esse producono quelle individualità che diventeranno poi soggetti protagonisti del processo produttivo che crea ricchezza e benessere.
Mondo della ricerca universitaria e mondo delle  imprese devono sempre e fittamente dialogare: questo dialogo va incoraggiato e sostenuto anche e soprattutto dallo Stato. La scuola deve tornare ad avere il livello di eccellenza che ci è stato sempre riconosciuto in passato, una scuola cioè in grado di trasmettere tanto conoscenza quanto valori, morali e sociali.

10
L’ambiente è un bene primario e fondamentale per una nazione e i suoi abitanti.
Troppe parti del territorio italiano sono state compromesse irreparabilmente (a volte follemente!): è ora di mettere un punto fermo e voltare pagina. E’ necessaria una politica molto attenta per bloccare il consumo di un territorio che, principalmente a livello degli enti locali, ha toccato limiti di soffocamento urbano. E’ necessaria, inoltre, una seria politica sui risparmi energetici, sui trasporti pubblici, sulle nuove fonti di energia e sullo smaltimento dei rifiuti. Occorre una politica capace di svincolarsi dalle lobby del petrolio e del mattone.

11
Una società multietnica è il destino futuro che attende l’Italia, al pari di tutti i maggiori paesi industrializzati.
L’Unione Europea è già, di per sé, l’idea di una comunità di diverse genti, culture e religioni. La multietnicità è un ulteriore passo avanti. Si tratta di un processo che non siamo in grado di invertire e neppure lo  vogliamo. E’ invece una tendenza che possiamo cavalcare, anticipandone e migliorandone gli effetti e governandone la realizzazione. L’immigrazione, soprattutto in questo momento di crisi, è un aspetto, tanto sociale quanto morale, che va affrontato e risolto con la civiltà di una democrazia matura e consapevole e la coscienza e la memoria di un popolo, che in un passato recente è stato emigrante. Questo, nell’ambito di regole certe e nella salvaguardia dei valori fondamentali del nostro popolo e della nostra civiltà.

12
Imposte giuste, pagate da tutti, per le nostre famiglie e le nostre imprese.
In cambio di servizi efficienti, di facile accessibilità e fruibilità, utili ed economici. Con un modesto spostamento dell’asse del prelievo dal centro alla periferia, si darà effettiva attuazione al tanto invocato federalismo fiscale; che permetterà una maggiore trasparenza del sistema, un migliore controllo sulla spesa degli amministratori pubblici, con conseguenti riduzioni della spesa stessa e degli sprechi.

13
Il cittadino al centro del sistema sociale.
Crediamo in un sistema complessivo e integrato di interventi che non si limiti a contenere le situazioni di disagio, ma che persegua nuovi standard di benessere, rimuovendo le condizioni invalidanti e le forme di emarginazione che impediscono lo sviluppo della persona. L’intera comunità dovrà tendere la mano a chi si trova in una condizione di reale bisogno. In quest’ottica, si dovrà offrire grande sostegno e ogni riconoscimento al mondo del terzo settore e del volontariato, la cui attività e offerta di servizi andrà incentivata, promossa e favorita, con effettiva e concreta applicazione del principio di sussidiarietà.

14
Ridare all’Italia il ruolo internazionale che il nostro Paese merita.
Una classe politica poco autorevole, provinciale e litigiosa ha spesso impedito al Paese di giocare il ruolo geopolitico che la capacità dei suoi cittadini e delle sue imprese, la sua straordinaria vocazione culturale e turistica e la sua posizione geografica sarebbero in grado – da sole – di garantire. Vogliano rilanciare il ruolo internazionale dell’Italia, per contribuire a salvaguardare la pace e la democrazia nel mondo, per valorizzare la nostra cultura, per promuovere la trasformazione dell’Europa in un reale soggetto politico, per sostenere le nostre imprese, per stabilire regole certe al fenomeno dell’immigrazione.

15
La crescente domanda di giustizia e di sicurezza, che scaturisce sempre più forte dal Paese, deve ottenere risposte rapide, adeguate ed efficaci.
Chi delinque deve pagare e deve farlo in fretta, in tempi prossimi al comportamento criminoso posto in essere. La certezza dell’effettività della pena, oggi troppo spesso minata da sanzioni alternative, sospensioni, permessi e sconti, deve diventare un caposaldo del nostro sistema giudiziario, così come la finalità di recupero e rieducazione della detenzione. Un Paese civile deve saper liberare la giustizia dalla politica, dalle istanze corporative e da un ammorbante consociativismo.

16
La democrazia richiede un costante flusso di informazioni sia verso i cittadini sia da essi.
L’ambiente della comunicazione deve essere aperto, reattivo, libero, affidabile, di natura bilaterale e appropriato per essere democratico. E’ necessaria più connessione tra l’individuo e il discorso pubblico nazionale. I nuovi network di comunicazione devono essere aperti e neutrali; questo innovativo ecosistema di informazione, che crea nuove opportunità e ricchezza per i cittadini, va promosso e coltivato

X