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Milano, 22 gennaio: la Lega, con un imponente e costoso battage pubblicitario, ha convocato i propri sostenitori ad una manifestazione contro il governo Monti. Grande impegno dei settori organizzativi del partito: sono annunciati treni speciali e pullman da Cuneo, da Grosseto, da Brescia, da Varese, da Imperia, da Vicenza. L’intera Padania si mobilita, bisogna fare bella figura! La segreteria provinciale di Lodi offre addirittura due pullman, la cui “fruizione”, come si annuncia letteralmente nel loro sito, sarà gratuita: come nella miglior tradizione di quei movimenti che, per mostrare dei muscoli ormai logori e intorpiditi, non possono fare altro che tentare di riempire le piazze garantendo ai propri aderenti una scampagnata a costo zero.
Ci aspettiamo allora una piazza Duomo stipata da migliaia e migliaia di padani, ma qui c’è la prima sorpresa: secondo gli organizzatori sono 60 mila i presenti, un pugno di persone in più rispetto agli elettori leghisti della città che ospita la manifestazione. Il brontosauro Bossi, forse deluso dal modesto risultato, si affanna disperatamente per cercare di rincuorare i padani: con un po’ di sano turpiloquio, che tanto piace ai leghisti che ce l’hanno duro, ribadisce: “Siamo forti, siamo uniti, siamo pronti ad andare da soli alle amministrative”. Il Senatùr si dimentica – evidentemente - le recenti disastrose avventure elettorali solitarie della Lega, bastonata pochi mesi fa per esempio a Gallarate e a Rho, proprio nel cuore della Padania.
In quanto all’essere uniti: “Ma mi consenta!”, come avrebbe detto il loro ex Capo. Bastava leggere i manifesti, ascoltare i cori, ma soprattutto osservare le espressioni di qualche Colonnello per avere la conferma che nella Lega è ormai in pieno svolgimento la lotta dei lunghi coltelli per la successione, maroniani da una parte, cerchiomagicisti dall’altra. Nonostante i ripetuti inviti del Brontosauro, nessuna stretta di mano ne tantomeno abbraccio fra i due guerreggianti, Maroni e Reguzzoni, ormai assolutamente distanti.
Maroni ha appena segnato un punto a suo favore ottenendo la sostituzione del cerchiomagicista Reguzzoni dalla carica di capogruppo alla Camera, ma oggi il Brontosauro gli impedisce di prendere la parola sul palco, fra le urla di disappunto di tanti padani. Una sottile vendetta o forse è tornato vigente il divieto a parlare in pubblico che solo una settimana fa il Bossi aveva annunciato e poi subito ritirato viste la sommossa della base ? Il buon Reguzzoni, poi, per giustificare il suo defenestramento, non trova miglior scusa che la banale e scontata: “Io non sono attaccato alle poltrone”, dimenticandosi però di aver abbandonato nel 2008 la presidenza della provincia di Varese, a pochi mesi dalla sua elezione, per andare ad occupare una comoda e ben remunerata poltrona alla Camera.
Che brutta situazione, amici padani! Tensioni, divisioni, ma soprattutto nessun progetto concreto. Non basta solo dire di no, non basta urlare “Monti fuori dai c…”, non basta imprecare contro dei tecnici che dobbiamo sopportare perché voi, in tanti anni di Governo, non siete stati capaci di impedire all’Italia di arrivare sull’orlo del precipizio. In questo momento difficile è necessario non solo distruggere, ma anche costruire, non con l’aumento dell’imposizione fiscale di Monti, ma con stimoli all’economia, riforme, minor burocrazia, con idee, progetti e proposte realistiche e concrete.
Unione italiana lo sta facendo: provateci anche voi insieme a noi.
Gianfranco Librandi
di Il centrodestra che non vuole cambiare | Unione Italiana, il 25 gen 2012
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