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Con la riforma delle pensioni, molti si domanderanno se il sistema produttivo sarà in grado di far lavorare le persone fin oltre i 67/68 anni. Un’altra domanda è quella riguardante la possibilità di accesso al mondo del lavoro da parte dei giovani.
Da un rapporto appena emesso dal CNEL (il Consiglio nazionale dell’Economia e del Lavoro) si legge che “abbiamo i travet più vecchi del mondo moderno”. Nella classifica OCSE (l’Organizzazione dei 34 Paesi più sviluppati), l’Italia figura al primo posto per percentuale di dipendenti pubblici con più di 50 anni, cioè il 49,2 percento del totale, mentre in Francia il rapporto è del 30,5 percento, nel Regno Unito e in Svizzera gli over 50 sono il 31,2 percento e in Germania sono il 42,2 percento.
Se si considera che la fotografia scattata dall’OCSE è del 2009, quindi prima della riforma Fornero, è evidente che l’invecchiamento della burocrazia italiana è destinata a subire un forte incremento. Considerando che i dipendenti pubblici in Italia erano nel 2010 3,2 milioni, numero considerato dall’OCSE giusto rispetto ai Paesi europei, ciò invece che diventa anomalo è l’alta concentrazione di personale amministrativo registrato al termine del 2010 in quel del Comune di Roma, che fa una stima di 62 mila dipendenti. Se pensiamo che Intesa San Paolo paga 70 mila dipendenti, Finmeccanica ne paga 45 mila ed Enel 37 mila, è evidente che, per quanto riguarda il numero del personale del Comune di Roma, qualche anomalia esiste.
Se si pensa che il numero dei dipendenti comunali in Italia è di 459 mila e 600 con un rapporto del 7,59 per ogni mille abitanti, Roma batte ogni record con 9,10 ogni mille abitanti. Da quando si è insediato all’amministrazione Gianni Alemanno, le assunzioni comunali sono andate avanti a passo di carica con un incremento di 3 mila e 500 unità. Conosciuti questi dati, non dobbiamo meravigliarci e non possiamo neanche dire la solita frase leghista “Roma Ladrona” in quanto anche Milano in questo non scherza. I dipendenti del Comune di Milano non sono meno dei romani in proporzione al numero degli abitanti. Al 30 settembre del 2010 erano 16 mila e 97, cioè 12,15 ogni mille abitanti contro Roma con 9,10 su mille.
Il problema di Monti è lo stesso di Tremonti: ai professori, ai burocrati dell’economia sfugge la realtà del Paese. Un rigore tedesco o svizzero applicato all’Italia rischia di diventare mortale. Ci vuole un rigore italiano e quindi a questo punto non si può che dire: ben venga Monti con i suoi tagli e le sue riforme, l’importante è che “amputi” dove vi è cancrena e che faccia capire con chiarezza al popolo italiano che non tutto il male vien per nuocere?
Alberto Vanzulli
di dario, il 11 gen 2012
Ottimo articolo, preciso con dati inconfutabili. Apprezzo la critica mirata al numero spropositato dei dipendenti comunali di Roma senza demagogia e senza il solito attacco qualunquista a tutta la Pubblica amministrazione. RITENGO GIUSTO INTERVENIRE SERIAMENTE E DECISAMENTE DOVE OCCORRE VALORIZZANDO INVECE LADDOVE C’E’ DA VALORIZZARE. In genere invece succede che si spara sempre nel mucchio senza mai cambiare veramente.