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Prove tecniche di rivoluzione. Da Monti una carezza in un pugno scrivevamo almeno un mese fa… e a ragione. Preciso come un orologio, il popolo si è svegliato nel peggiore dei modi. Decine di camion e Tir, che si dicono aderenti al movimento dei forconi, hanno bloccato le uscite autostradali di mezza Italia. L’antidolorifico Monti non funziona più insomma, ma non per questo Monti ha torto, liberalizzare costa dolori incurabili.
La bella presenza, l’immagine seriosa e decisa, non sono riuscite a guarire le troppe ferite che l’Italia si porta addosso e certo non sono bastate a rincuorare nessuno. Occorrevano reali interventi per evitare l’inabissamento della nave Italia. Ma occorrono innanzitutto e ancora delle misure più urgenti di quelle apportate fin qui, altrimenti si rischia di costruire la casa dai balconi.
Primo tra tutti occorre risolvere il problema del credito che ancora stenta ad essere affrontato, per non parlare del grave e pesante problema del rincaro carburanti che non è stato affatto tamponato… Non uscendo dalle metafore tutte sanitarie, l’emorragia sta degenerando e colpendo mortalmente proprio le famiglie e il famoso ceto medio di cui tanto si parla ma che non viene considerato bene nelle manovre.
Parlavamo tempo fa di un conflitto sociale come possibile scenario da lì a poco tempo. Senza essere negativi, ma neanche astratti, avevamo detto che sarebbe partito dall’anello più debole della società, dal basso insomma. Dopo averci messi gli uni contro gli altri, convinti che il nemico che faceva affondare la barca fosse l’imprenditore vicino che non pagava le tasse, o il pensionato pagato dal nostro lavoro attuale e così via, è suonato l’allarme e il popolo, non tanto superfluo poi, sta aprendo gli occhi e vedendo che per quanto il debito sia un nostro colpevole (politico) dramma – la politica è la vera sconfitta dei nostri giorni -, forse avrebbero dovuto bussare di più ad altre porte questi dotti professori e non proprio a quelle più colpite finora… E poi il Giappone ha un debito imponente e lì non si è reso necessario muoversi con urgenza e lo spread è assolutamente nei limiti.
Qualcosa non è chiaro e lo è ancora di meno ora. Stavamo aspettando e stiamo aspettando un intervento “esemplare”. La casta delle banche e assicurazioni, e le questioni sopra già citate, necessitano tuttora “di istruzioni per un uso migliore” chiare e applicabili immediatamente. I tagli alla casta della politica poi dove sono finiti, a parte qualche leggero cenno subito ritirato? Ok. Il Bel Paese ha anche altri problemi e focalizzare tutto sugli stipendi dei politici è riduttivo, ma allora a quelle dirigenze ben più pagate rispetto a senatori e deputati, che gli facciamo? Troppo è stata colpita la popolazione, per nulla i poteri forti, quelli che quando fanno “i peccati”, beh, sono “mortali”.
E poi uno non fa a tempo a compiacersi delle liberalizzazioni, comunque giustamente apportate, che si scoprono molte ipocrisie e fregature. Una tra tutte e ben descritta nel sito Dagospia è la deviazione delle vertenze aziendali presso apposite sezioni, dette Speciali. Sì, si combatterà l’intasamento dei tribunali civili, ma nessuno dice che si quadruplicheranno i costi oggi sostenuti.
Insomma oggi il cittadino imprenditore avrà a disposizione più ascolto ma lo pagherà a caro prezzo, essendo di meno queste sezioni “speciali”. In Italia il normale e acquisito diritto a essere difeso, all’istruzione, allo sciopero, sta diventando “speciale”. Un segno dei tempi.
Marta Moriconi
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