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Politica avanspettacolo: il caso Premier-Ruby. Si sta chiudendo un’era

18 gen 2011 | da Unione Italiana

Continua ad arricchirsi di particolari la vicenda dell’inchiesta a carico del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, partita con le indagini sul caso Ruby, la minorenne Ruby. Si dice che gli italiani sappiano al contrario degli americani, per cultura e carattere, scindere il privato dal pubblico e non che non diano troppa importanza a ciò che avviene dentro le quattro mura di casa. Ma oggi qualcosa è cambiato.

La botte è riempita fino all’orlo. Una delle dichiarazioni riprese dai quotidiani: «Sembra di stare al Bagaglino, ma è peggio (…). Con Berlusconi che toccava i c… alle ragazze. Ora se quelle cose le fai in camera da letto, sono affari tuoi, ma così, davanti a tutti! Mi chiedo, il giorno dopo, come faccia a lavorare». Insomma il velo è tolto.

C’è chi ha accusato addirittura i giornali di edulcorare quanto si dice e quanto sanno. E’ da ricordare che lo stesso Presidente del Consiglio ha abbattuto le pareti che separavano il ruolo istituzionale da quello privato, elevando a cariche di prestigio donne di dubbia competenza e capacità politica, abitando in una sede personalmente indicata, e ora si trova accusato di prostituzione minorile.

E questa è solo l’ultima accusa, gravissima, tanto da indurlo a difendersi e nascondersi dietro una presunta fidanzata, di facciata a detta dei più. Come se questo cambiasse qualcosa. Il sesso a pagamento gli italiani l’avevano già “digerito

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di claudio, il 22 gen 2011

Nel ’68 dicemmo che “tutto” era politica, anche il fare la spesa qui piuttosto che là. Poi si scoprimmo che c’è un’area privata in cui la politica non deve entrare e una di queste cose era la camera da letto (altrimenti dovremmo sindacare Vendola!!).
L’esperienza sul campo della 1^ repubblica, ci ha insegnato che un leader è tale non più per se stesso come in passato, ma anche per i collaboratori che si sa scegliere e quindi ogni immagine della seconda repubblica è un’icona di uno staff. Se Berlusconi ha fallito, una delle cause è che ha sbagliato a scegliere le persone di cui circondarsi, indipendentemente dalla bontà della sua volontà e delle sue idee.
Siamo al capolinea non per Ruby o per Silvio (perchè se così fosse, basterebbe rimuoverli ma poi non sapremmo cosa metterci), ma perchè è stata messa da parte tutta quella cultura che faticosamente era diventata patrimonio della classe politica. Un esempio su tutti: non è vero che le decisioni e le leggi vanno fatte in funzione di quello che la gente vuole (altrimenti la prima cosa da fare sarebbeil ripristino della pena di morte) ma, invece, chi guida la società civile dovrebbe indirizzare comportamenti e modi in funzione di valori facenti parte di un progetto di società civile.
Io mi arrabbio quando mi dicono “il cittadino ha sempre ragione” e con questa frase il cittadino esige di essere ricevuto fuori orario o, peggio, essere raccomandato, diseducandolo a rispettare orari e procedure che (inceve) rispetta e ossequia nel privato, ad esempio quando va in banca, prendendo pure le sberle.
Dare ragione sempre e comunque, oltre ad un esercizio di potere che non paga elettoralmente (perchè poi questo girerà bandiera quando non gli darai quel che vuole) è la prova di inesistenza di idee politiche. ogni leader si sente di rappresentare una parte di italiani e dice d’aver ragione, visto che le istanze sono diffuse per tutte la popolazione. Manca, però un progetto di società. Questo il fallimento di Berlusconi e la crisi dell’altro polo. Grazie