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Mentre Mitt Romney, con la vittoria in Nevada, avanza sempre più verso la nomination repubblicana, molti rimangono convinti che la partita all’interno del “Grand Old Party” sia ancora aperta. E che il vero sfidante, prima di Romney e poi di Barack Obama alle presidenziali, possa essere l’italo–americano Rick Santorum.
In effetti, l’ex senatore repubblicano della Pennsylvania ha le idee chiare e, soprattutto, una politica coerente. Inviso agli integralisti dei cosiddetti “diritti civili” (aborto e connessi), il neo aspirante alla Casa Bianca è credibile nelle sue battaglie di libertà, ancorata ad una visione forte della responsabilità individuale e collettiva. Nel solco dei valori americani tradizionali, Santorum è capace di parlare di famiglia e vita, ma anche di riforma in materia di immigrazione e di difesa dei più deboli. Un degno rappresentante, insomma, di quel “compassionate conservatism” che sa farsi portatore di tutti i valori etici, senza false contrapposizioni. Un conservatorismo creativo che prende di buono ciò che ha ricevuto, aprendosi alle sfide della modernità, senza cadere in un falso progressismo.
Mi pare questa una novità, se non assoluta, comunque significativa a cui guardare con interesse. Perché il rilancio delle forze di centrodestra passerà, anche qui in Italia, da una ritrovata coerenza e credibilità complessiva di pensiero politico.
Federico Canzi
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