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Tobin tax o non Tobin tax? L’ultimo dilemma

10 gen 2012 | da Unione Italiana

Tasse, tasse e ancora tasse. Pare che il governo Monti ne abbia di conti da fare. E un conto lo dovrà fare anche con la famosa e cara vecchia Tobin Tax, che deve il suo nome al premio Nobel James Tobin che già negli anni ’70 la ipotizzò.

Insomma un cammino segnato quello del nostro premier tecnico, un predestinato alla calcolatrice. A livello europeo ormai l’acqua è arrivata a bollore e così le idee non si confrontano più, ma ci si scontra sui “terreni” più adatti a contribuire alla frenata recessiva prima dell’abisso. Stiamo parlando e stanno parlando in Europa della Tobin tax, una tassa di modesto importo che sarebbe applicata ad ogni transazione finanziaria. Un semplice, democratico, legittimo e legale strumento (anche se parliamo di soggetti sovranazionali ed extraterritoriali quando parliamo “europeo”) contro la speculazione, che renderebbe finalmente più complicata e onerosa la compravendita di breve periodo, così da evitare quei fastidiosi e dannosi “acquisti sul mercato” troppo vicini tra loro. Praticamente: costerà più caro comprare e vendere seguendo gli spostamenti del mercato senza limiti, perché un tassametro (finalmente una sorta di “Serpico-occhio sulla finanza”) di volta in volta conterà “il valore oneroso” dei movimenti effettuati. Fin qui l’intento.

Sarkozy, Merkel e poi Monti, ne discuteranno in questi giorni. Sarkozy sarebbe il più convinto, addirittura intendeva procedere unilateralmente in caso di disaccordo con i partner europei pensando ad un’imposta di bollo. Sembra la Tobin tax la strada maestra che sarà indicata, mentre ci si dovrà poi accordare per tutta la zona euro. Bel colpo alla vigilia delle elezioni francesi per Sarkozy. Sarà il primo a far pagare la finanza! E il popolo lo ri-vedrà di buon occhio. La Merkel modererà la sua posizione, all’inizio contraria, e lo accontenterà, già lo ha detto. D’altronde tra i due c’è sempre stato un reciproco feeling nel segno delle prossime verifiche elettorali.

Quindi fine degli inconcludenti summit europei? Non possiamo dirlo perché Cameron ha fatto sapere che bloccherà una Tobin Tax europea, ma dovrebbe convergere sull’imposta di bollo che già in Inghilterra esisterebbe secondo sua stessa dichiarazione. E Monti? Monti dovrà rendersi conto che quell’Europa ideale e unita, è un’Europa non reale. E dovrà prendere una posizione, che magari non sarebbe proprio quella che aveva in mente, ma ormai è amico di Sarkozy, attratto com’è dalla forza magnetica della situazione economica francese più somigliante alla nostra. E il popolo cosa ne pensa? Quale scelta vorrebbe che fosse fatta? Ma quale potere vogliamo che detengano i popoli europei, se non quello di votare rappresentati “non rappresentativi” al parlamento europeo, mentre è la Commissione l’istituzione influente all’interno dell’Ue, anche se non viene eletta democraticamente.

Il potere reale è in mano ai grandi cartelli (del credito, delle materie prime, dell’informazione, della moneta). Forse non siamo mai esistiti…. Le grandi manovre che interessano le nostre vite le portano avanti organismi non elettivi, e quindi non responsabili, non trasparenti, penalmente non perseguibili… E a proposito di tasse: là dentro si pagano tasse eque e per il bene comune o le paghiamo solo noi quelle così?

Marta Moriconi

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di Stm, il 10 gen 2012

Articolo ineccepibile. Ma contro questi cartelli, Unione Italiana cosa propone di fare?

di Marta Moriconi, il 13 gen 2012

Lavori in corso. Ma l’attesa non sarà lunga. L’attualità economica e idee collegate saranno trattate approfonditamente dal segretario Librandi …
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